Storia delle calze uomo
2012
La moda odierna vuole che le calze uomo arrivino sopra il polpaccio e rimangano seminascoste, mostrando al massimo un colore che si adatti a quello degli altri accessori (e soprattutto che non sia bianco!), ma non è sempre stato così.
Durante l’impero romano si indossavano calzini corti di lana, ma questi si allungarono sempre di più col tempo, fino a che nel 1400 divenne molto comune la calzamaglia da uomo, sempre di lana e molto colorata. Pian piano però, la lunghezza delle calze iniziò a diminuire, e alla fine del 1700 si portavano calzoni e calze che arrivavano al ginocchio. La versione più moderna della calza iniziò a circolare in Inghilterra e Francia e da lì si diffuse nel resto del mondo.
Anche i materiali sono cambiati: se prima era utilizzata esclusivamente la lana, adesso sono molto diffusi anche il cotone e il cachemire, tutti materiali che proteggono il piede e lo tengono caldo e che allo stesso tempo sono comodi e resistenti. A volte si usa anche la seta, ma i calzini realizzati in questo materiale hanno un rapporto qualità/prezzo peggiore (sono più raffinati, ma la seta non è la materia prima più adatta per l’uso a cui questi sono destinati) e sono meno pratici.