Storia delle calze uomo

Feb 04
2012

La moda odierna vuole che le calze uomo arrivino sopra il polpaccio e rimangano seminascoste, mostrando al massimo un colore che si adatti a quello degli altri accessori (e soprattutto che non sia bianco!), ma non è sempre stato così.
Durante l’impero romano si indossavano calzini corti di lana, ma questi si allungarono sempre di più col tempo, fino a che nel 1400 divenne molto comune la calzamaglia da uomo, sempre di lana e molto colorata. Pian piano però, la lunghezza delle calze iniziò a diminuire, e alla fine del 1700 si portavano calzoni e calze che arrivavano al ginocchio. La versione più moderna della calza iniziò a circolare in Inghilterra e Francia e da lì si diffuse nel resto del mondo.
Anche i materiali sono cambiati: se prima era utilizzata esclusivamente la lana, adesso sono molto diffusi anche il cotone e il cachemire, tutti materiali che proteggono il piede e lo tengono caldo e che allo stesso tempo sono comodi e resistenti. A volte si usa anche la seta, ma i calzini realizzati in questo materiale hanno un rapporto qualità/prezzo peggiore (sono più raffinati, ma la seta non è la materia prima più adatta per l’uso a cui questi sono destinati) e sono meno pratici.

Capire quando sostituire i pneumatici auto

Feb 02
2012

Alla base della nostra sicurezza di guida, sono gli pneumatici auto, sottoposti a carichi e torsioni di varie centinaia di chilogrammi, in condizioni di pioggia, fango, ghiaccio o neve. Una buona manutenzione delle gomme, può non solo fare una grande differenza per la sicurezza nostra e quella altrui, ma anche aumentarne la longevità: controllarne periodicamente la pressione, soprattutto prima di un viaggio, ed invertire il treno posteriore e quello anteriore per bilanciarne l’usura, dovrebbero essere operazioni di routine. Un’altra buona pratica e’quella di alternare gomme estive ed invernali a seconda della stagione, raddoppiandone così la durata.
Ma quando sapere quando e’ giunto il momento di acquistare gomme nuove ?
I Codice Stradale ci obbliga a sostituire le gomme del nostro veicolo quando il battistrada ha uno spessore inferiore a 1.6 millimetri, anche se le case produttrici ne garantiscono prestazioni ottimali fino a 3 millimetri di spessore. Generalmente, in caso di gomme nuove e condizioni di guida normali, la longevità delle gomme si aggira intorno ai quarantamila chilometri. Se la gomma si presenta screpolata, specialmente sulla “spalla”, questo e’ un sintomo di vecchiaia e la gomma andrà sostituita. Infine, sul bordo della gomma stessa si dovrebbe poter leggere la data di fabbricazione: col passare degli anni le mescole potrebbero irrigidirsi pericolosamente.

Arrivano i profumi digeribili

Dec 27
2011

Sin dai suoi albori, nel variegato mondo del profumo non sono mai mancate le innovazioni, ma quella proposta da Lucy McRae più che un’innovazione è una vera e propria rivoluzione.

Da sempre i profumi, in qualsiasi forma, sono stati applicati sulla pelle, il cui calore permette l’emanazione delle fragranze, ma ora potremo avere un profumo veramente unico e superpersonalizzato con l’uso dei profumi digeribili.

La McRae, infatti, ha avuto la grande idea di trasformare il nostro corpo in un diffusore naturale, ed in collaborazione con il biochimico Sheref Mansy, ha creato una linea di profumo in capsule da ingerire, che dopo la digestione si diffonde per mezzo della naturale traspirazione corporea.

Insomma, non si fa in tempo ad abituarsi alle diverse novità nel campo che ne arriva una davvero rivoluzionaria.

Lo slogan di Swallovable Parfum è: Un nuovo ciclo dell’evoluzione. E probabilmente sarà proprio così, ovviamente dopo che la formula sarà stata approvata dalla Food and Drug Administration.

Questa nuova formula permette di ottenere una fragranza veramente unica a livello genetico, dato che viene direttamente sintetizzata dal nostro organismo, e l’emissione è in relazione con quegli stessi stati emotivi che regolano la traspirazione, potendo variare a seconda dei livelli di stress, eccitazione o piacere.

Far valutare i preziosi in un negozio compro oro

Dec 27
2011

Se abbiamo deciso di rivendere dei vecchi oggetti preziosi a un negozio compro oro, dobbiamo tener presente alcuni accorgimenti, per evitare brutte sorprese.

Prima di tutto è bene rivolgersi sempre a un negozio certificato, perciò meglio recarsi presso un franchising o, se si optasse per la vendita online, per siti sicuri. Infatti questo mercato non è molto regolato, e accanto a commercianti onesti si possono trovare anche persone meno professionali.

Il valore dell’oro è dato essenzialmente dalla purezza (indicata dal numero di carati: la massima è 24, ma di solito i gioielli contengono oro 18 carati) e dal peso. Quest’ultimo va misurato accuratamente e la bilancia di casa non basta: meglio quindi recarsi presso una gioielleria e pesare accuratamente i nostri oggetti, perché è successo che alcuni commercianti poco onesti abbiano truccato le proprie bilance. Meglio quindi andare sul sicuro per evitare situazioni spiacevoli.

La quotazione dell’oro, per calcolare all’incirca quanto otterremo dalla vendita di un determinato oggetto, la si trova osservando il listino Fixing di Londra, che due volte al giorno valuta quanti dollari USA vale un’oncia d’oro (questa unità di misura corrisponde a circa 28 grammi).

I commercianti dovranno quindi offrirci un prezzo di acquisto che soddisfi tutte queste condizioni.

L’abbigliamento uomo classico

Dec 27
2011

Quando si parla di eleganza classica nell’abbigliamento uomo, al contrario della sfera femminile, occorre utilizzare pochi colori, al massimo due o tre. L’usanza di vestire colorati, con addosso anche cinque o sei tonalità diverse è entrata nel mondo quotidiano di tutti i giovani, ma non bisogna esagerare! Non tutti sono capaci di abbinare e scegliere i colori adatti, ma con un po’ di pratica l’occhio si abituerà a svolgere questo lavoro e il risultato finale sarà degno di veri amanti dell’eleganza e del gusto. Una regola basilare riguarda i colori opposti o complementari: se ben abbinati anche come tonalità, il successo è assicurato! Un’altra regola da seguire in maniera ferrea è abbinare una camicia tinta unita ad un abito gessato. Inoltre, la cravatta deve essere di colore diversi sia dalla camicia che dalla giacca, ma sempre di una tonalità più scura rispetto a ciò che l’accompagna. Con una giacca grigia è un must accostare una camicia celeste o bianca con una cravatta tinta unita più scura, per rimanere sul classico; se invece si vuole optare per un look frizzante, si può accostare una camicia a righe, chiara, o sui toni dell’arancione o del lilla, ma non troppo sgargiante e una cravatta viola o gialla in tinta unita.

La storia e le origini dell’abbigliamento donna intimo

Aug 11
2011

Nell’Ottocento erano in voga i busti con le stecche di balena, i stringi- seno, le giarrettiere e i mutandoni, erano tutti capi intimi che delineavano la schiavitù, la difficoltà di movimenti e l’impaccio della situazione femminile.
Nel Novecento inizia la rivoluzione della condizione della donna, in cui la sua figura viene liberata. Questo secolo ha portato a una serie di cambiamenti nell’abbigliamento donna, a causa dell’industrializzazione e della scoperta di nuovi materiali.
Nel 1914 vengono utilizzati i primi reggiseni, con i quali il mondo dell’intimo abbandona i tessuti pesanti e coprenti, a favore delle trasparenze e della leggerezza.
Negli anni ’30 l’indumento più di moda era la sottoveste, mentre i mutandoni si riducono radicalmente, riducendosi ai veri e propri slip.
Intanto vengono inventati prima il rayon e poi il nylon, e in concomitanza con questa invenzione nascono i collant femminili e le nuove giarrettiere, accessori senza cui la donna, ormai, non vivrebbe, simbolo di eleganza e seduzione, non più di costrizione.
Con la seconda guerra mondiale inizia anche un periodo buio per quanto riguarda l’intimo, per via della crisi economica. La produzione delle calze viene arrestata e le donne iniziano a disegnarsi la cucitura delle calze sulle gambe, per nostalgia.

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